martedì 30 settembre 2008

Snellisce fino al 24%

Rieccomi qui a parlare di percentuali.

Questa volta, devo dirlo, non ci sono errori grossolani (qualcuno magari ha letto il mio precedente sull'abbonzatura) ma io, tutte le volte che leggo numeri, beh, non ci posso fare niente, quei numeri li controllo, li verifico... Perché non c'è niente di più chiaro e bello che verificare i numeri. Quelli non mentono! I numeri si spiegano da soli.

Un milione è un milione. Il 10% di qualcosa è la decima parte di quella cosa. Una fetta di una torta che mangiamo in 10. Insomma, è un mio limite, ma i numeri li interpreto sempre e cerco sempre di capirli! Alla fin fine mi torna facile. Molto più facile che interpretare una poesia, per intenderci. La differenza è sostanziale: una poesia ha mille interpretazioni. Una diversa dall'altra e ognuna legittima e quindi "corretta". Anche questo è il bello dell'arte, no?

I numeri, invece, hanno un solo significato. Univoco. Non è soggettivo. Un'addizione ha un solo risultato. L'equazione più complicata idem. I numeri sono chiari, inequivocabili e oggettivi.

E se quindi leggo che una crema snellisce fino al 24% la mia prima reazione è di stupore e ammirazione perché mi chiedo come hanno fatto i ricercatori dell'azienda a misurare questa percentuale così precisa. Lo giuro! La mia è buona fede e ammirazione vera.

Allora cerco le spiegazioni e trovo l'immancabile asterisco a fianco della percentuale.

(*) Lo snellimento consiste in un'azione cosmetica di rimodellamento che non
comporta perdita di peso.

Hai capito? E quindi come lo hanno misurato questo snellimento?

Effettivamente il significato di snello è

sottile di forma e agile [anche in senso figurato]

e non si riferisce necessariamente al peso.

Beh, diciamo quindi che sono state utilizzate le parole giuste e quindi sono io l'ingenuo. Però, se leggo che una crema mi snellisce del 24% io, il film me lo faccio, e me lo immagino il mio fisico scolpito e più magro di almeno 5 chili: che in percentuale è un 7% scarso di diminuzione del peso.

Alla prossima!

martedì 23 settembre 2008

Chiudi gli occhi? Non esiste più!

Il principio è di una semplicità sconvolgente: se una cosa non si vede allora non esiste. Per lo stesso principio è valido l'esatto opposto: esiste solo quello che si vede! Questo secondo aspetto è, al momento, fuori ambito.
Leggo oggi su una delle decine di fonti di informazione gratuita (nello specifico un quotidiano di quelli che distribuiscono per strada), che a Milano è stata emessa un'ordinanza (su sicurezza e decoro) che prevede una multa per chi consuma spinelli in pubblico. L'ordinanza prevede stesse sanzioni per chi si prostituisce (ancora!), per chi fa accattonaggio e per chi fa graffiti. Sempre, resta inteso, se tutto ciò è effettuato in luogo pubblico.
Ora: io sono sinceramente stufo di questa politica del nascondere i cocci sotto il tappeto.
E' possibile, dico io, che i problemi (se di problemi vogliamo parlare) si affrontino nascondendoli??? Sempre e comunque!
La droga: è un problema? Ne vogliamo parlare? Parliamone! Ma non diciamo, per cortesia, che risolviamo il problema multando chi si spinella per strada!!! Vi svelo un segreto? Beh, le case puzzeranno un po' più di fumo!!!
La prostituzione: vedi sopra! L'odore nelle case sarà diverso, anche se la sigaretta dopo...
Non vado avanti, anche perché, la cosa che mi fa più incazzare è che con questo metodo, si nasconde tutto e non si affronta, come si dovrebbe, il problema vero!
Ma questa è un'altra storia.
Arvetze!

giovedì 18 settembre 2008

Margarita finale


Ebbene si! Ho una ricetta da pubblicare.
Il nome del dolce (non mi convince, ma al momento non ne ho di migliore) prende spunto dal cocktail Margarita e lo definisce finale in quanto dessert.
La qualità della foto è scadente ma avevo solo il telefonino a disposizione.
Il dolce è composto da tre parti:
1. Pan di spagna imbevuto di sciroppo alla Tequila
2. Bavarese al Lime
3. Croccante di zucchero e sale rosa
Per il Pan di spagna.
Ingredienti (le dosi sono per due dischetti del raggio di 10 cm. Coppa pasta tradizionale per intenderci):
1 uovo;
40 gr di Farina;
40 gr di zucchero.
Procedimento:
Montare l'uovo con lo zucchero finché è ben fermo (circa 10 minuti con la frusta elettrica). Incorporare la farina setacciata. Riempire il coppapasta per circa 1 - 1,5 cm di altezza e infornare a 180° per 10 minuti (o finché la superficie non è colorata). Sfornare e far raffreddare.
Per lo sciroppo alla tequila far sciogliere in poca acqua un paio di cucchiai di zucchero; aggiungere il succo di mezzo lime e far sciroppare. Togliere dal fuoco e aggiungere un bicchierino di tequila.
Far raffreddare leggermente lo sciroppo e versarlo (generosamente) sul pan di spagna che avrete fatto raffreddare, ne avrete tagliato a metà un disco e ne userete una sola metà.
Per la bavarese al lime.
Ingredienti:
1 torlo;
200 cl di panna da montare;
1 foglio di colla di pesce;
50 cl di latte;
la scorza di un lime;
80 gr di zucchero.
Procedimento:
sbattere il tuorlo con metà dello zucchero e aggiungere un cucchiaino di succo di lime. Far bollire il latte con la scorza di lime, filtrare e aggiungere al tuorlo sbattuto. Rimettere sul fuoco per alcuni istanti senza portare ad ebollizione.
Togliere dal fuoco e aggiungervi la colla di pesce che avrete fatto ammorbidire in acqua fredda. Mescolare per far sciogliere e far raffreddare (non fino alla solidificazione).
Montare la panna con il restante zucchero e incorporare alla crema liquida.
Mettere negli stampini (ho usato delle coppette foderate con della pellicola per facilitare l'estrazione della bavarese) e tenere in freezer per un'ora (finché comunque non ha una consistenza budinosa).
Per il croccante di zucchero e sale.
Ingredienti:
un cucchiaio da latte di zucchero di canna;
sale (ho usato quello dell'Himalaya che è tanto di moda) un pizzico.
Procedimento:
scaldare il forno a 200°. Stendere della carta forno su una teglia e posarvi sopra lo zucchero in forma circolare. Stenderlo perché formi una superficie abbastanza sottile. Versarvi sopra il sale e mettere in forno finché non si scioglie e caramella. Caramella in pochi minuti e bisogna fare attenzione a che non bruci perché assumerebbe un sapore di bruciato e non di salato (effetto voluto).
Togliere dal forno e far raffreddare.
Componete il dolce come da foto (il croccante la prossima volta lo poso sulla bavarese in orizzontale in modo da facilitarne la rottura ad ogni cucchiaiata).
Il dolce va mangiato assaporando ad ogni boccone tutte e tre le componenti di modo che in bocca si uniscano la tequila, il lime e il sale. Il sapore ricorda, effettivamente, il margarita.
Alla prossima ricetta.

Non ti mettere quella maglietta perché ormai ti è piccola

Passa il tempo e oltre a tutto il resto che evolve, mia figlia cresce e diventa sempre più interattiva (brutto termine ma i miei limiti IT mi privano di un lessico adeguato!!!).
Questo significa che se, come è, voglio far bene questo nuovo "lavoro" di padre, sempre di più devo costruire e migliorare il mio ruolo di educatore.
E nell'atto di educare, la parola "No!" vuoi o non vuoi la si incontra e la si deve affrontare.
"Non toccare!", "Non ti mettere le mani in bocca!", "Non urlare!", "No!" e basta.
Queste frasi si sentono, non ci sono storie.
Talvolta "Non toccare perché prendi la scossa", "Non ti mettere la mini in bocca che sono sporche", "Non urlare che ho mal di testa", "No! E basta!".
Mi trovo sempre più spesso a riflettere sul significato, o meglio, sui motivi dei no e non.
Certo, il non infilare le mani nella presa perché si prende la scossa va insegnato, e non penso sia saggio aspettare che l'esperienza personale lo insegni...
Ma al di là degli insegnamenti necessari, sono gli altri no che mi interessano.
C'è il rischio - è questo che sto maturando dalle mie riflessioni - che tante volte il no sia una scorciatoia; sia un voler far fare qualcosa come piace a noi o, peggio perché estemporaneo, come vorremmo in quel momento. Non a caso dopo il no per la scossa ho citato un no meno necessario.
"Non ti mettere le mani in bocca che sono sporche". Si certo, i batteri e i microbi possono portare malattie. Ma noi, io in primis, non ci mettiamo mai le mani in bocca (magari per mangiarci una pellicina) mentre, chessò, stiamo tornando a casa in treno dopo una giornata di lavoro? E non sono sporche le mani in quel momento? Ci ammaliamo tutte le volte? Beh, io no!
Se mi seguite, va da sé che il "non urlare perché ho mal di testa" è ancora più un ordine e non un insegnamento. Il "No e basta!" si commenta da sé.
Io credo (e voglio mettere in pratica) il no misurato. Il no col contagoccie. Il no necessario. Tutto il resto deve essere effetto di un'educazione più faticosa. Meno veloce e più pensata. Deve venire spontaneo che se ho il mal di testa nessuno mi urli nelle orecchie.
E deve essere altrettanto spontaneo (da parte mia questa volta) accettare comportamenti individuali che magari possono non piacermi ma che sono legittimi e una persona ha il diritto di poter fare tipo "Non ti mettere quella maglietta perché ormai ti è piccola".
Spero di non rileggere queste righe tra qualche anno e scoprirmi diverso da come vorrei essere.

mercoledì 17 settembre 2008

El Principe

Diego Alberto Milito nasce a Bernal (Argentina) il 12 giugno del 1979.

Esordisce all'età di vent'anni nel Racing Avellaneda dove totalizza 137 presenze e 34 reti.

A gennaio del 2004 passa al Genoa dove gioca due campionati contribuendo alla promozione in serie A nel campionato 2004/2005. A seguito dei noti fatti il grifone viene retrocesso dalla giustizia sportiva in serie C e Milito viene ceduto al Real Saragozza.

Il 1° settembre 2008, in prossimità della chiusura del calcio mercato, Diego Milito - detto El Principe per la sua somiglianza con Enzo Francescoli - torna al Genoa accolto da miglia di tifosi.

Il 14 settembre, al suo esordio in serie A, segna su rigore il gol del 2 a 0 al Milan dopo aver servito l'assist dell'1 a 0 a Sculli.

BENTORNATO A CASA PRINCIPE!

giovedì 11 settembre 2008

Prostituzione

E' stato approvato dal consiglio dei Ministri, il decreto legge del ministro delle pari opportunità Mara Carfagna sul tema prostituzione.
In breve il decreto prevede il carcere per le prostitute e per i clienti.
Non ho letto nessuna opinione in merito. Non ho ancora sentito una critica...
Mi chiedo io: ma quindi una donna, oltre ad essere sfruttata e maltrattata da un pappone, finisce pure in carcere?
E una cosa del genere la pensa e la idea una donna, per giunta!
Bah!

Sono gradite opinioni in merito.

Una morte dignitosa

Il problema è che l'hanno umanizzato. E in un periodo come questo dove i nemici sono sempre più evidenti e i cattivi sempre più cattivi...