mercoledì 9 novembre 2011

Reo Confesso

Politicamente parlando la giornata di ieri è stata una giornata importante.
Non solo c'è una svolta alla testa di chi sta guidando il Paese ma ieri, l'uomo diversamente alto, ha confessato!
Ieri Silvio ha confessato le sue commistioni tra vita privata e vita pubblica.
Confessa quando dice che è stato tradito da persone che erano soprattutto suoi amici (addirittura lui era il padrino della figlia di uno dei traditori!).
Eh beh, caro vecchio Silvio, ma quando basi il tuo lavoro su relazioni personali può succedere che gli interessi reciproci vengano meno e che quindi non vi sia più il tornaconto... Che dici?
Dire che sei deluso perché a tradirti sono stati anche degli amici è una scorrettezza senza limiti.
Caro Silvio: non sei stato tradito tu! E' stata "tradita" o meglio sconfessata la tua politica.
E' un po' come se un top manager licenziato perché non fa bene il suo lavoro dicesse che è stato tradito da un suo amico... Se confondi vita privata e vita professionale, perdi in ogni caso! Perché se anche fosse vero che il manager di cui sopra è stato licenziato perché "antipatico" all'amico Capo, allo stesso modo è lecito pensare (e accusare) che ha avuto quel posto di lavoro durante il periodo di "simpatia".

Adesso Berlusconi lascerà. Credo ormai sia un epilogo inevitabile...
Questo segna la fine della seconda Repubblica e l'inizio della terza; che poi sarà un ritorno alla prima.
Torneranno i cari vecchi schieramenti politici più o meno ammanicati; più o meno ladri.
Torneremo ad una sorta di equità nel rubare per i soliti motivi: mazzette, favori e contro favori. Ci sarà la corsa al potere consacrato dal Popolo Sovrano e non concesso da Uno in cambio di incondizionato riconoscimento.

Insomma: la politica così come siamo abituati a concepirla e ad accettarla.
Una politica che dicono non possa che essere così perché siamo in Italia...
Io non ho mai vissuto fuori dall'Italia per capire se questo sia effettivamente un difetto nostrano o se, piuttosto, sia un difetto congenito nella democrazia.
Se accettiamo che un ristretto gruppo di persone, abbia la responsabilità e il potere di decidere per tutti noi, accettiamo che quel potere sia tanto... Ma davvero tanto.
Non possiamo quindi che fidarci di loro e della loro buona fede. Ma la tentazione fa l'uomo ladro. Questo non è un modo di dire: "Questa è la vita, Giacomo!".
E allora mi chiedo: ma se ognuno decidesse solo per sé stesso? E se tutti - dovendo - rubassero solo per loro stessi ma anche a scapito di loro stessi e basta? Insomma: se io rubo, rubo solo a te. Se tu mi dai una tangente lo fai di tuo pugno: soldi tuoi che ti sei guadagnato tu. Non un budget. Non i soldi virtuali che sono di tutti e di nessuno ma che paghiamo ogni mese a forfait!
Tutto il marcio resterebbe circoscritto al singolo.
E il bene sociale? E il vantaggio che deriva dal gruppo?
Beh, per quello restano le persone di buona fede e spirito. Persone, insomma, che hanno la missione di fare del bene. Che poi sono le stesse che se votate oggi non rubano e fanno davvero politica ma che non sempre riescono ad emergere nel marciume che ci guida...
Discorsi da bar?
Può essere...
Concetti che ho in testa ma che non riesco ad esprimere al meglio... Ma ci provo.

Ciao!

Di violenza, di vittime, di carnefici e di matematica

Ci sono temi sui quali non si deve fare filosofia. La violenza è uno di questi argomenti. La violenza è violenza e la violenza ha un colpe...