Ci sono temi sui quali non si deve fare filosofia.
La violenza è uno di questi argomenti.
La violenza è violenza e la violenza ha un colpevole. PUNTO.
Cercare di analizzare la violenza, di capirne i contorni per, non nascondiamolo, trovarne giustificazioni o attenuanti, tutti i "se" e i "ma" a corredo hanno, consapevolmente o meno, l'effetto di distogliere dall'unico vero tema che è e rimane la violenza perpetrata!
Aggiungo che anche parlare della vittima, a mio parere, ha poco senso ma soddisfa un lato oscuro e pruriginoso di ogni lettore, e chi scrive lo sa bene...
In questi giorni leggo sempre più persone, testate giornalistiche, opinionisti più o meno seguiti, che si sentono in dovere di dire la loro sul caso di un noto produttore Hollywoodiano accusato di moleste e violenze sessuali. Lo spunto per scrivere due righe in merito non è tanto il produttore colpevole di aver molestato e abusato diverse attrici quanto l'attrice italiana e la sua denuncia a distanza di due decadi dai fatti che la riguardano.
Non faccio nomi per evitare di essere tacciato di opportunismo quando il mio solo scopo in questo post è di parlare del principio e non delle persone. I fatti sono noti a tutti.
Io non lo so dove vogliate arrivare con le vostre tesi e non comprendo nemmeno quale diritto vi arroghiate per andare a giudicare la vita di un personaggio pubblico che in quanto tale è sì soggetta per definizione al giudizio del Pubblico, ma probabilmente sul suo operato artistico per il quale è appunto pubblico!
Non so, dicevo, cosa vogliate arrivare a dimostrare e sostenere, so solo che per scrivere un articolo, o un post su Facebook o su qualunque social vogliate cavalcare, state proponendo delle tesi stupide e talvolta pericolose.
Ma soprattutto ve ne rendete conto vero, che per guadagnare un po' di visibilità, giustificate un molestatore? O quanto meno distogliete l'attenzione da lui?
C'è una equazione molto banale che penso sia l'unica che andrebbe seguita ogni volta che succedono fatti violenti ed è questa:
Violenza = Carnefice / Vittima
Più l'attenzione e si sposta sulla vittima, al denominatore, più la magnitudo della violenza diminuisce, fino a far scomparire il carnefice, far tendere a zero la violenza e scrivere parole e parole sulla vittima, della quale si finisce per parlarne fuori dal contesto della violenza e quindi tutto perde valore!
E si finisce, pensate un po', a dare della troia ad una vittima di violenza sessuale, fuori dal contesto della violenza stessa, con la vittima che si trova un'etichetta addosso e colpevole di qualcosa che ha subito!
Meditate gente, meditate...
Iscriviti a:
Post (Atom)
Ti auguro di essere bruttina
Figlia mia, Nella vita io ti auguro di essere bruttina. Non dico proprio brutta, ma quel tanto che basta per piacere a qualcuno che sp...
-
Belin, ma quanto era avanti Vasco quando scriveva "Lunedì"? Anni luce, davvero! Ecco perché ancora oggi riempie li stadi... Perché...
-
Clamoroso! Ho vinto un "concorso" di cucina! Ho vinto 5 giorni in cucina con il Cuoco Nero! Ho vinto, ho vinto, ho vinto! Va bene ...
-
Questo era in risposta ad un commento del Luscia. Dopodiché stava diventando lunga abbastanza e mi son detto: "Se la metto come post, p...