giovedì 14 maggio 2015

Amici amici, amici un cazzo?

Oggi si Twitter mi imbatto in questo scambio:















Il Tweet è chiaro: chi lo scrive sta affrontando un passo tragico della sua vita.
La cosa che mi ha fatto venire la pelle d'oca, poi sorridere, poi vergognarmi di aver sorriso e infine pensare "ma 'sto mentecatto?" è una delle tante risposte.
Leggete no?

"Bro" dice, "che succede?"

Bro è l'abbreviazione di brother. Gergo americano perché come cazzo fai oggi a parlare senza metterci un po' di sano e naturale slang americano.
Ma brother significa fratello...
E in metafora significa che sei troppo mio amico. così mio amico che sei come un fratello per me.

E allora mi chiedo, mio caro mentecatto il cui nome ho cancellato per un rispetto che non penso nemmeno tu meriti: ma non ti vergogni a chiamare fratello una persona che sta affrontando la sua lotta con la vita della quale tu nemmeno eri al corrente?

Il mio odio per i social aumenta ancora un po'.

Ciao.

venerdì 24 aprile 2015

Una carezza in un pungo


Mi sono sempre chiesto che cosa significasse il titolo di questa canzone di Celentano archiviandola quindi tra i classici "giochi di parole metaforici".
E quindi il contrasto tra amore ed odio, piacere e dolore, durezza e tenerezza è quello che questo titolo vuole evocare.
Sì, credo che questa sia la versione ufficiale.
Ce n'è però un'altra, almeno, che mi ha sottoposto un collega pochi giorni fa.
Una chiave di (ri)lettura del testo non so se interessante ma quantomeno divertente...
Immaginiamo quindi il pugno non proprio serrato, ma leggermente aperto, in modo che il palmo possa accogliere qualcosa, dopodiché pensiamo a come questo qualcosa possa essere accarezzato!

E quindi rileggiamo il testo:

A mezzanotte sai 
che io ti penserò 
ovunque tu sarai, sei mia 
e stringerò il cuscino fra le braccia 
mentre cercherò il tuo viso 
(...)
così tu non sarai lontano 
quando brillerai nella mia mano.
(...)
Mi sento già sperduto 
e la mia mano 
dove prima tu brillavi, 
è diventata un pugno chiuso, sai. 

Cattivo come adesso 
non lo sono stato mai

Che ne dite?

Ascolta la canzone

P.S.: vogliamo parlare di Gelato al Cioccolato?

martedì 7 aprile 2015

Di cinguettii e stelline

Gli utenti di Twitter si possono dividere in queste categorie:

  • Quelli che seguono diversi account per tenersi informati e che non interagiscono mai o quasi mai
  • Quelli che cinguettano sporadicamente 
  • Quelli che vivono su twitter
I primi non hanno particolari ambizioni social, usano Twitter per informarsi sulla cronaca o per farsi i fatti delle Stars e VIPs varii che seguono.
I secondi e i terzi invece, checché ne dicano, ambiscono ad accrescere i propri followers.
Sia chiaro, io faccio parte dei secondi e confermo che l'obiettivo è veder aumentare il numerino dei miei followers. Non c'è nulla di male! Twitter è un social e l'anima del social sono i collegamenti e le interazioni.
Se stai su un social ed esprimi delle idee, vuoi che queste idee raggiungano più persone possibili.
Lapalissiano!
Ed ecco che entrano in gioco le stelline.
Il meccanismo di Twitter è molto semplice. Tutto nasce da un tweet (o cinguettio). Chi legge il tuitt (fa fico sul Tuider italianizzare l'inglese) può interagire con esso oppure appropriarsene e retwittarlo.
Poi esiste la possibilità di mettere il tweet nella propria lista dei preferiti, così da poterlo ritrovare facilmente per futura consultazione. Questo è lo stellinare, così detto perché per "preferire" un tweet bisogna cliccare sulla stellina.
Gli effetti di queste semplici azioni sono altrettanto semplici.
Se interagisci con un tweet, commentandolo, queste interazioni sono visibili sulla tua Tweet List (non chiamiamolo profilo, per carità!)  e le persone che ti seguono (i tuoi follower) le vedono e grazie a ciò possono conoscere l'autore del tweet originario e, se lo apprezzano, possono decidere di seguirlo a loro volta.
Se retwitti il risultato è analogo: i tuoi follower vedono il tweet che tu, in qualche modo, hai fatto tuo. Diciamo che il retweet è un po' come dire: "Mi hai levato le parole di bocca" e la netiquette Twittera dice che se qualcuno scrive qualcosa che anche tu avresti detto, o che ti piace così tanto da volerla condividere, non devi copiare il tweet, ma lo devi condividere retwittandolo!

Il problema delle stelline è che se metti un tweet nella tua lista dei preferiti, nessuno dei tuoi followers se ne rende conto. Sulla sua cronologia non appare niente e di fatto non dai alcuna visibilità all'autore del Tweet.

Se io pubblico un video o una foto che ti apre il cuore, ci sta che tu la stellini, e mi immagino che ogni mattina, appena sveglio, tu vada nella tua lista dei preferiti e ti riguardi la mia foto.
Certo, mi chiedo: se ti piace così tanto, perché non condividerla con i tuoi followers, e quindi retwittarla?

Purtroppo esiste un'idiosincrasia verso il retweet che a volte sconfina nel ridicolo.
Si stellina perché "fa fico e non impegna!". Beh, sappiate che è vero che non impegna, ma non fa fico per niente: fa solo incazzare.
L'uso che per lo più viene fatto delle stelline, snatura completamente il senso di Twitter.
Il pensiero che ci sta dietro, semplificandolo è: "Bella questa cosa, mi piace! Però, io sono comunque più figo di te, (perché magari ho 1000 follower e tu solo 180 e son tanto figo davvero) e in quanto figo non ti offro fama a gratis!".
Voi che stellinate non lo direte mai, ma io lo so che è così!

E allora adesso, se avete letto, eccovi spiegato perché quanto mi stellinate mi state veramente sul cazzo!

Con affetto e stima,
il vostro Paolino.


Una morte dignitosa

Il problema è che l'hanno umanizzato. E in un periodo come questo dove i nemici sono sempre più evidenti e i cattivi sempre più cattivi...