giovedì 7 gennaio 2010

Mockba

Ecco a voi qualcosa di gastronomico di ritorno dalla molto bella e altrettanto fredda Mosca (o Mockba se vogliamo scriverlo in russo con caratteri europei! :))) ).

Dedichiamoci alle cene, visto che i pranzi sono sempre stati molto fast...

La prima sera ci facciamo consigliare dall'immmancabile Lonely Planet (che ci consiglierà ogni sera), e ci buttiamo a sperimentare la cucina Cuacasica (con buona gioia della receptionist dell'albergo che ci conforta con un "Very Nice"!).
Il menù è ovviamente in russo con traduzione in inglese, ma è composto da innumerevoli pagine.
Decidiamo quindi di farci "consigliare" dal cameriere... "Something traditional?" chiediamo noi.
Ci guarda come se parlassimo in russo! Ops, diciamo in inglese :)
Chiama quindi rinforzi, e nel ristorante si trova un cameriere che parla inglese.
Noi vorremmo meat e lui, giustamente ci chiede "What kind of meat!". Noi andiamo sul classico, Beaf, chicken and pork. Non è così facile, perché qui si parla di sheep (pecora), muffon (?) e reindeer (renna). In ogni caso ci accordiamo su un bel mix di carne fried in un piattone di iron...
Molto invitante.
Siamo affamati!
Arriva l'iron. E' effettivamente un bel mix con pita (la classica piadina del kebab) e melograno.
La cameriera, con grande maestria, tagliuzza la pita e mescola il tutto. Foto di rito della preparazione.
Vedo però, delle poco invitanti palline...
Ci serve e se ne va. Cominciamo ad assaggiare. La Vale al primo boccone riconosce il fegato (col senno di poi la parte "migliore") e comincia ad insospettirsi. Benché affamata comincia a deviare sui pezzettini di pita imbevuti del sughetto speziato.
Pian piano capisco cosa sono le palline... Beh, senza tanti giri di parole, si tratta di coglioni! Proprio palle, testicoli... Insomma, quella roba li.
Tra l'altro il piatto è composto da un buon 50% da palle. Il resto sono frattaglie varie.
Fa piacere l'agro dolce del melograno, quando si riesce a percepire. Mangio, perché io sono per la sperimentazione e per i gusti nuovi o strani. Non si può però dire che sia la cena migliore della mia vita.
Vedermi infilzare un coglione e portarmelo in bocca, in qualche modo mi fa sorridere. Il bicchierino di vodka aiuta.
come dolce un piattino di biscottini fatti con miele e frutta secca varia.
Bella serata in termini di esperienza. Dal punto di vista del gusto, beh...

Seconda sera: cucina Russa
La Lonely parla molto bene di un ristorante (battezzato $$$ e quindi tra gli expensive con un costo di 1500-2000 rubli - 40, 50 € a testa) dall'atmosfera tipica russa.
Il posto è davvero bello. Nella sala da pranzo troviamo un elicottero. Greta un po' ci si sballa.
Chiedo spiegazioni su un piatto al cameriere che di inglese ne parla pochino. Mi fa capire essere un piatto freddo a base di caviale. Dirotto sul granchio della Kamchakta, piatto che mi viene cotto davanti agli occhi. Ordiniamo anche i pelmeni (tipici ravioli russi) e gli altri si buttano sulla Renna.
Come aperitivo arriva un mix di caviale da mangiare con panna acida (credo fosse il piatto su cui mi ero informato ma che poii credevo di non aver ordinato).
In ogni caso, buonissimo.
L'attesa è lunghissima. Alle 22 arriva il taxi che ci aveva portato al ristorante un'ora e mezza prima e con il quale ci eravamo accordati per il rientro.
Alle 22 e 15 però abbiamo solamente mangiato il caviale.
Per farsi scusare dell'atteasa ci omaggiano di un piatto a mio avviso spettacolare.
Filetti di pesce artico crudi e ghiacciati. Da mangiare insieme a due salsine o a un mix di sale grosso aromatizzato. La sensazione è quella di mordere un ghiacciolo di pesce.
Vi giuro, una cosa buonissima. Ci sono anche alcune fette di renna affumicata (credo) anche loro ghiacciate e accompagnate da una salsina al ribes rosso.
Mi cucinano il granchio e arrivano i pelmeni. In breve la cena si sblocca.
Il granchio è molto buono, i ravioli anche. La renna dei miei compagni di avventura servita in uno spiedino sorretto da un legno a V è altrettanto buona.
Le ragazze ordinano un dessert ma gliene viene servito un altro.
In ogni caso molto buono.
Trattasi di ribes rosso (credo, anche se più amaro di quanto credessi fosse il ribes rosso) congelato (tanto per cambiare) da immergere a cuchiaiate in un mou molto liquido.
Il sapore è molto buono.
Anche stasera un paio di bicchierini di vodka oltre all'immancabile birra russa.
Il conto è salato! 12.000 rubli = 280€ in 4!
Diamo la carta di credito ma non funziona.
Ci accompagnano a cercare un bancomat. Sono le 23 e 20 e ci facciamo scarrozzare dal solito tassista che un'ora prima ci disse "No problem! I wait!".
Troviamo un bancomat ma più di 5.000 rubli a capoccia non ci fa prelevare. Facciamo gli gnorri (nel senso che non dichiariamo altro contante con noi ;) ) e diciamo di avere solamente 10.000 rubli.
Riceviamo le loro scuse per l'inconveniente della carta di credito e ci guadagnamo uno sconto di 2.000 rubli.
Bella serata anche dal punto di vista gastronomico.

Terza sera: cucina Uzbeka
Vorremmo andare in un ristorante dove si fanno serate a tema ma è chiuso. La receptionist leggendo la guida si sofferma su un altro ristorante che dice essere carino. Nostro cenno di intesa, lei telefona e prenota.
Il locale è molto vicino a quello della sera precedente, riconosciamo le strade fatte per cercare un bancomat.
Anche questo locale è molto bello ed accogliente.
Proviamo una tipica zuppa russa e io prendo una specie di kebab.
Vodka, birra ed un dolce cioccolatoso con quattro tipi di cioccolato. Molto buono.
Purtroppo, in questo momento, ho un vuoto completo sulla cena.
Ricordo solo che Greta ci ha fatto andare in bagno 3 volte e ogni volta in prossimità della porta ha detto "Non mi scappa più!".

Quarta e ultima sera: cucina Russa "casalinga"
Finalmente troviamo aperto il Mari Vanna, anche questo suggerito dalla Lonely.
E' un locale davvero affascinante. Sembra una casa privata. Arredamento da casa privata, tavoli e sedie da casa privata, bagno da casa privata.
Come antipasto ci buttiamo sul caviale, anche questo da mangiare con panna leggermente acida.
Io prendo un pesce e i miei compagni pollo (se non ricordo male).
Come dessert prendo dei biscotti fatti in casa che definirei buoni.
I bicchieri di vodka questa sera sono 3 a testa. Sempre la solita ed immancabile birra russa.
Anche questa sera una bellissima esperienza, vuoi per il cibo vuoi per l'ambiente.
Per tornare optiamo per la metro. La scelta è un po' forzata, visto che l'unico taxi sulla strada chiede una cifra fuori standard per riportarci in albergo.
Poi ci avanzerebbero tre corse in metro...
Quindi ci dirigiamo verso la fermata.
Greta si addormenta "Dai piccina, che è l'ultimo freddo" penso guardandola nascosta sotto la copertina e persa tra il piumino, la sciarpa, il cappello eccetera eccetera.
Alla stazione della metro incrociamo tre moscoviti decisamente alticci.
Noi stiamo dando fondo alle nostre borraccette di grappa.
Fraternizziamo con il trio e parte immancabile lo scambio di doni.
Io verso loro un po' di grappa. La mia idea è finirla, convinto che ce ne sia ancora poca, ma alla fine quasi riempio il bicchiere di plastica dei miei amici.
In cambio ricevo un sorso di vodka. La tipa russa assaggia la grappa e, da grande intenditrice, ne nota il leggero aroma fruttato. Sfruttiamo il dizionario italiano-russo per dare un nome a quell'aroma: гру́ша (pera)!
Lei è contenta. La pera sembra piacerle.
Il suo amico prende il bicchiere colmo per una buona metà e lo beve tutto d'un fiato.
Fissa per un attimo il vuoto, "Ora sviene" penso io, "italianobsky" immagino pensi lui!
Qualche istante, poi si riempie lo stesso bicchiere di vodka, lo butta giù in un sorso e ci butta dietro una bella golata di succo di ananas!
E' quasi mezzanotte, domani si parte. Ho visto per un attimo qualcosa più delle espressioni gelide che finora ci hanno fatto vedere gli abitanti di Mosca.
Tre ragazzi ubriachi in giro di notte... Anche noi, comunque siamo belli alticci!
до свидания (do svidania).

1 commento:

Alessandro ha detto...

Avendo una compagna kazaka (e uzbeka di origine) ti aspetto per una "rinfrescata" di cucina russa quando vuoi... a proposito, a Marzo vado in Kazakhstan... se vuoi ti faccio un reportage...

Di violenza, di vittime, di carnefici e di matematica

Ci sono temi sui quali non si deve fare filosofia. La violenza è uno di questi argomenti. La violenza è violenza e la violenza ha un colpe...