giovedì 11 novembre 2010

Storia di un dolce nato male...

... o quantomeno con difficoltà.

Qualche tempo fa mi è venuta l'idea di un dolce pere e cioccolato che voglio "regalare" al mio Amore che adora l'accoppiata pere e cioccolato.
Aggiungo che il suddetto mio Amore, torinese di Torino, ama le nocciole e completo notando che l'accoppiata cioccolato e nocciole e' infallibile. A questo punto il dolce si posa su una frolla alle nocciole e poi (ed era il pretesto iniziale) provo finalmente la glassa lucida (ricordate il buon proposito delle ricette da provare?).
Il dolce quindi è:
Cioccolato chantilly (di nuovo!) alla pera, con cuore di pera carammelata. Un biscotto alla nocciola e la glassa lucida a coprire tutto.
Decido di farlo per noi due e poi mi trovo a doverlo fare per 5 persone a causa di un improvviso cambio di programma.
Mi cimenteri in una torta, ma la mancanza dell'attrezzatura giusta - mi servono assolutamente o due stampi in silicone rotondi, larghi lisci, a 90 gradi oppure un anello e uno stampo come sopra più piccolo per gli inserti! Volete provvedere voi? - mi fa optare per 5 monoporzione. Mi pianifico di montare il dolce il sabato mattina, per avere il tempo di congelarlo per poi toglierlo dal frigo e glassarlo la sera stessa e consumarlo la domenica a pranzo.
Vado a ritroso e devo iniziare a fare la frolla e gli inserti la sera stessa (il venerdì). Devo quindi affidarmi alla Vale per l'acquisto delle materie prime e per una "preparazione preliminare". Va tenuto presente che la Vale sulla spesa sta attenta al centesimo manco fosse lei la genovese.
Da subito sono inflessibile sul cioccolato. Visto che devo montarlo "molecolarmente" non transigo. 70% di cacao, "Quello li che ho già provato!"
Sul resto non calco la mano, ma si tratta di pere (dolci e succose) e nocciole per la frolla (poi burro e uova).
Cominciamo con le pere: mi dice che era li che le sceglieva e le 6 pere che le avevo chiesto costavano tot e che per neanche 2 euro ha trovato questa cassetta intera! Ne assaggio una a fine cena, come frutta, e vi assicuro che erano una cosa allucinante. Acerbe? Magari! Insomma non sapevano assolutamente di nulla!
Non mi scoraggio, decido di zuccherarle un po' di più.
La preparazione preliminare alla quale ho accennato all'inizio, era il succo di pere (frullate e filtrate) al quale aggiungere mezzo grammo di colla di pesce e poi congelare il tutto (per super filtrare la pera). Le chiedo di farlo nel primo pomeriggio cosi la sera sarebbe stato congelato e lo avrei messo a filtrare tutta la notte per usarlo la mattina seguente per montare il cioccolato. Mi chiama alle 6 che stava per farlo (già dispero sul trovarlo congelato ad un'ora decente!). Mi chiede "Quanto e' mezzo grammo di colla di pesce?" Le rispondo un quarto di foglio. Insomma, non me ne accorgo subito, ma quando mi serve della colla di pesce per addensare l'inserto di purea di pera le chiedo candidamente "Scusa amore mio, dove e' il resto del foglio di gelatina?" "Il resto?" "Si tesoro, il resto... Quasi un foglio intero" Capiamo l'arcano! Si e' sbagliata! Ne ha usato 3/4 e, peraltro, ha buttato via il rimanente! Puttanazza Eva penso. Dubito quindi che il filtro molecolare funzioni (troppa gelatina) e nel frattempo rovisto e trovo dell'agar agar per addensare leggermente la purea! Ci credo ancora. E' il momento della frolla alle nocciole.
"Ah", mi dice il mio amore, "ti ho preso direttamente la granella di nocciole, che costava molto meno e poi la devi tritare no?". Si, la devo tritare e penso che vada bene così. Prendo il sacchetto di granella di nocciole e - stupido che sono! - mi aspetto di vedere delle nocciole tritate. L'aspetto è invece un po' diverso da come me lo immagino, leggo la composizione e scopro che si tratta di 'riso soffiato, zucchero, olio vegetale, altre cose e poi un 2% di pasta di nocciole'!
Ok! Abbandono l'idea della frolla alle nocciole e mi converto in frolla con farina integrale!
Perche' io ci credo!
Non incontro altri intoppi.
Finisco tutto a mezzanotte e mezza e prima di andare a dormire metto a filtrare il succo di pera, che non è del tutto congelato, ma è decisamente rassodato per via della gelatina. Mi addormento convinto che la mattina dopo avrei trovato una grande gelatina alla pera e niente "acqua"!
E invece il filtro ha funzionato comunque; di acqua ne ottengo 40 grammi contro i 230 necessari, quindi diluisco con acqua e zucchero un succo che già di pera sapeva poco (ricordate la cassetta di pere a meno di 2 euro?).
Insomma, riesco a completare sabato mattina i 5 dolci, la sera sono congelati e posso glassarli per poi lasciarli in frigo. La domenica a pranzo la consistenza è perfetta. Il gusto è discreto.
Insomma, i commensali gradiscono, ma la pera è praticamente inesistente!
Visto che io sono uno che ci crede, questo week end ci riprovo, ma questa volta le pere le scelgo io!
;)

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