lunedì 25 maggio 2009

Genoa e Toro un cuore solo... Ovvero: di gemellaggi e affini

Personalemente trovo i gemellaggi tra tifoserie una emerita cretinata sia per l'ambito in cui si collocano, sia per la genesi degli stessi.
Il mondo delle tifoserie calcistiche non gode, come dire, della mia stima (così come io immagino di non godere della sua :)) ), e non vedo quindi come in una relatà del genere si possa pensare a gemellaggi sociali, culturali su qualche ideale o valore. Inoltre le motivazioni che spingono a queste amicizie, sono talmente volubili che di fatto sminuiscono un eventuale gemellaggio già sul nascere. Due tifoserie si "gemellano" per l'odio comune verso un'altra tifoseria. Per un risultato favorevole in un determinato campionato che ha significato salvezza dell'una o promozione dell'altra. Perché tra le fila delle due squadre ha giocato uno stesso calciatore (meglio se morto prematuramente) che rappresenta quindi "una bandiera". Per molti altri motivi tra cui, a volte la fede politica... E qui proprio rabbrividisco anche solo a pensare che idee politiche possa portare avanti chi le manifesta in uno stadio.
Ieri è successo che a Torino si sia giocata la penultima del campionato di serie A stagione 2008/09. La partita era Torino Genoa finita 2 a 3 per il Grifone. La cosa che mi spinge a scrivere questo post è che le due tifoserie sono (erano?) gemellate da molti anni... Un gemellagio "storico e particolare" l'ho sentito definire in qualche servizio.
Se storico capisco voglia dire di lunga data, non capisco la qualifica di particolare... Mi andrò a documentare, e forse capirò.
Inoltre, sul virtuale mondo di Facebook, ieri sera ho aggiornato il mio stato così: "Paolo pensa al gemellaggio finito..."
Apriti cielo! Questa mattina oltre venti commenti a seguito di lite virtuale tra tifosi granata e rossoblu.
Alla fine, quello che io ho capito, è che a nessuno di loro importava un fico secco di questo gemellaggio, che i più non vedevano l'ora che finisse perché alla fine, forse, Genova e Torino non sono legate da chissà quali tradizioni o ragioni storiche e, come accade in ogni realtà italiana (e lasciatemi dire mondiale) ognuno guarda la sua relatà geografica e ne è geloso e fiero... Partendo da relatà geografiche grandi come nazioni (e allora troviamo il razzismo verso gli extracomunitari), per passare da geografie un po' più piccole come città (e a volte parliamo di razzismo verso i meridionali), fino ad arrivare a reltà grandi come quartieri (e allora continuiamo a parlare di ignoranza - giusto per essere chiari - e iniziamo a parlare di "tifo").
Il tifo calcistico, per come lo vedo io, è proprio questo: è l'ottuso, irrazionale, inspiegabile e inguaribile tifo per un qualcosa che alcuni definiscono storia, altri tradizione, altri città e chi più ne ha più ne metta.
Io non mi sento particolarmente attaccato ad una città (ve lo giuro) e andrei a vivere in una qualsiasi città tra le diverse che mi attirano, e non credo che sentirei la mancanza di una via, una strada o una piazza di Genova. Io "sfogo" l'innata necessità di avere radici nel Genoa.
In maniera pacata, sia chiaro, e sono da molti definito un finto tifoso perché non vado allo stadio, ma se quegli stessi leggessero ora queste righe, forse capirebbero quello che provo.
A noi serve avere dei punti fermi: sapere quali sono le cose che non cambieranno mai. Avere dei ricordi legati ad un qualcosa di tangibile, di reale, di presente. C'è chi guarda il mare (ma quel mare specifico) e si sente a casa. C'è chi passa per la via che faceva da bambino e si rassicura. C'è chi vede i colori della propria squadra del cuore e ci si riconosce!
Il tifo è questo e per me finisce qui... Non va oltre e non sfocia nella violenza, così come io mai mi menerei per la fontana di piazza De Ferrari, o per una buca in Via Boito.
Così come ci si sfotte perché a Torino c'è la nebbia e a Genova c'è sempre il sole, allo stesso modo si sfottono i ciclisti o i gobbacci. Ma è puro e semplice sfottò, innato nell'uomo e, almeno nelle mie idee, sano.
Detto tutto questo, e provato a spiegare il significato del tifo, vi rendete conto di quanto siano insensati i gemellaggi? Se davvero tutto è così irrazionale, di pancia e inspiegabile, come si può pensare che ci si metta d'accordo e tale accordo si mantenga negli anni?
E adesso qualcuno mi verrà anche a spiegare che se due squadre gemellate un'anno si giocano la salvezza in uno scontro diretto ci sta che se la giochino e tutti amici come prima (anzi, se vi conosco bene, mi direte anche che il gemelaggio sarà ancora più forte l'anno dopo). Che quello che ha fatto arrabbiare ieri è stata la mancanza di rispetto (???)...
Ragazzi? Vi state arrampicando sugli specchi!
Non cercate forme di merito o di dare importanza a un qualcosa che è stato, è e sempre sarà una becera necessità innata. Quella di avere radici e che queste radici siano tano forti e tanto robuste da farci sentire invincibili ed immortali.

Buon lunedì.

Paolino.

1 commento:

luscia ha detto...

a puppè, ma che cazzo stai a di???

Una morte dignitosa

Il problema è che l'hanno umanizzato. E in un periodo come questo dove i nemici sono sempre più evidenti e i cattivi sempre più cattivi...