mercoledì 20 maggio 2009

Io un po' mi vergogno davvero...

Leggo spesso il sito Repubblica.it ed è una delle pochissime finestre sull'attualità e sulla politica che ho. E' poco lo so, dovrei documentarmi di più e me lo dico sempre... Potrei, anzi dovrei, approfittare dei lunghi viaggi in treno per leggere quotidiani e aggiornarmi su ciò che succede nel mondo... Lo so, lo so.
Però almeno una volta al giorno navigo sul sito di Repubblica.
Oggi prendo in prestito un articolo di Ezio Mauro che mi è piaciuto particolarmente benché mi abbia fatto incazzare... Non è possibile che a capo del mondo ci siano certe persone e certe idee!
Io credo davvero che l'unica soluzione sarebbe che a capo del mondo non ci fosse nessuno... Io credo davvero che l'anarchia sia l'unica soluzione... A breve voglio scrivere in merito.

L'articolo che riporto lo trovate anche qui.

"IMMERSO fino al collo nello scandalo Mills, rispetto al quale le leggi ad personam lo hanno aiutato a fuggire la condanna ma non il disonore, impegnato a lottizzare in fretta e furia la Rai prima delle elezioni, ieri Silvio Berlusconi ha perso la testa insultando "Repubblica". E' successo quando Gianluca Luzi, il nostro notista politico, gli ha chiesto durante una conferenza stampa se e come avrebbe risposto alle dieci domande che gli abbiamo rivolto sul caso del "ciarpame politico" sollevato dalla moglie con la denuncia dei suoi metodi di selezione delle candidate, i suoi comportamenti da "malato" che "frequenta minorenni". "Vergognatevi", ha intimato il Presidente del Consiglio. Per aver colto le contraddizioni tra le sue versioni dei fatti e quelle degli altri protagonisti della vicenda? Per avergli chiesto di chiarirle? Per aver posto queste domande in pubblico? Per aver rotto il conformismo italiano che è l'altra faccia del cesarismo? O per non aver censurato la denuncia della moglie? Spiace per il premier ma le contraddizioni del potere e le domande che ne nascono sono lo spazio proprio del giornalismo. Che cosa intenda il Capo del governo quando dice che "se Repubblica cambiasse atteggiamento potremmo trovare un accordo" non è chiaro ma è impossibile. Non cerchiamo "accordi", ma trasparenza. E in ogni caso, non cambieremo atteggiamento anche perché l'imbarazzo di Berlusconi e la sua ira spingono a cercarne le ragioni, come deve fare un giornale. Il premier dovrà rassegnarsi. Non tutto in questo Paese è "arrangiabile", risolvibile con qualche patto oscuro. Se è capace di togliere le sue contraddizioni dal tavolo, lo faccia davanti ai cittadini. Altrimenti, continueremo a dire che non può farlo, e a chiedergli perché.

Per il resto il Presidente del Consiglio ripete la sua invettiva abituale: ora rivendica una dimensione privata, dopo che anche la sua Prima Comunione viene spacciata dai suoi giornali come volantino elettorale. E insiste sull'odio "politico" e l'invidia "personale", come se non fosse possibile la critica dei cittadini che non hanno bisogno di odiarlo e non si sognano nemmeno di invidiarlo, perché gli basta giudicarlo. "Gli italiani stanno con me, con me", ha urlato alla fine il premier. Intendendo che il numero dei consensi oltre al pieno diritto di governare gli conferisce anche l'immunità da critiche, osservazioni e domande. Non è così in nessun paese democratico, signor Presidente, s'informi, entrando finalmente in Occidente. Ma il fatto che lei lo pensi, per tappare la bocca ai giornali, ci fa davvero vergognare un po'."

5 commenti:

Anonimo ha detto...

nessun commento.. volevo solo lasciare traccia del mio passaggio...
bravo Paolino.
Camallo

Vero ha detto...

Finalmente sei uscito dal turbinio delle spam. Comunque a me ultimamente capita spesso di vergognarmi del mio paese e di chi lo rappresenta, ma non penso che l'anarchia sia risolutiva, anzi. Piuttosto mi augurerei un nuovo Illuminismo militante.

Paolino ha detto...

@Camallo: grande Ing.

@Vero: io all'anarchia, come principio credo... E' un sacco che ho in mente un po' di idee che mi piacerebbe buttare su carta.
Fondamentalmente quello a cui sto pensando è questo: se dovesse nascere ora un gruppo sociale dal nulla, e io fossi in questo gruppo sociale, come nascerebbe? Che regole seguirebbe? Che principi adotterebbe per la sopravvivenza quotidiana?
Facciamo finta di far nascere di nuovo il mondo... Siamo sicuri che le regole attuali verrebbero nuovamente seguite?

Insomma, sono alcuni anni che penso a questa cosa... Non ho mai avuto il coraggio, credo, di iniziare a scrivere a proposito...

Anonimo ha detto...

Paolo, avevamo fatto questo ragionamento.. in vacanza, fumando sigari .. e provando ad immaginare un gruppo sociale su un'isola deserta..
ma .. alla fine ... eravamo arrivati agli scontri.
L'anarchia non funziona.

Facciamo un altro tentativo: proviamo a far vivere la nuova società sul tuo blog... ognuno si inventi un personaggio e .. cominciamo a vivere insieme.
Camallo

Paolino ha detto...

Camallo, ricordo i discorsi fatti dietro un sigaro...

Ma io continuo a crederci...
Sono però cresiuto rispetto ad allora, e quindi non mi illudo che l'anarchia sia la soluzione di tutti i mali o che, ancora, l'anarchia eviti il male, le scorrettezze e la criminalità... Questo non pesno sia possibile in assoluto.
Credo invece che l'anarchia, intesa come assenza di potere, escluda ed eviti tutto il resto...
Confini ciò che è bacato entro certi limiti ed eviti, ad esempio, che ciò che è bacato decida per tutti...

Hai però buttato sul tavolo un'idea meravigliosa... Che adesso provo a modellare...

Una morte dignitosa

Il problema è che l'hanno umanizzato. E in un periodo come questo dove i nemici sono sempre più evidenti e i cattivi sempre più cattivi...