martedì 3 febbraio 2009

Gossip, gossip e ancora gossip

Gossip è un verbo inglese che significa pettegolare oppure un sostantivo dal significato di pettegolezzi.
E' ormai di uso comune nel parlare italiano, almeno a livello mass mediatico.

Ogni giorno, girando sui principali siti dei quotidiani nazionali, oppure guardando i telegiornali delle principali reti televisive, le prime notizie divulgate sono decisamente in stile "gossip".

Oggi, 3 febbraio, vado su Repubblica e le prime notizie sono:
"L''ultimo viaggio di Eluana" e mi sembra di capire che ci sia una vera e propria diretta degli spostamenti della famiglia Englaro.
Segue:
"Le verità di Alberto sull'omicidio di Garlasco"
e ancora:
"Nettuno, gli sms agli amici dopo il rogo"
Negli ultimi trenta secondi questa notizia è stata scavalcata da "Pirati della strada, un morto ogni 3 giorni. Nel 2008 i casi sono triplicati: +100,6%"

Come al solito mi incazzo perché la matematica non è un'opinione e il +100,6% vuol dire il doppio e non il triplo!

Vorrei avere il tempo per fare una disamina completa sul significato di tutti questi "titoli".
Mi fa impazzire riflettere sul fatto che chi li scrive ha il solo obiettivo di manipolare chi legge!
Ma questo è un altro discorso. Troppo lungo e troppo complicato per le mie capacità. Ho solamente, mettiamola così, riflettuto a voce alta, senza riuscire a formulare qualcosa di più di un semplice "manipolare".

Una sola cosa voglio però dire: per favore, la diretta sugli spostamenti della famiglia Englaro, la possiamo sospendere?
E' troppo chiedere di lasciare un po' in pace quelle persone?
Capisco parlare del caso, sollevarlo come emblema del fatto che manchino leggi chiare eccetera, ma che questa mattina alle 5 in punto ci fosse l'ambulanza fuori dall'ospedale non è puro e semplice gossip?

Ciao.

11 commenti:

Alle ha detto...

Premesso che condivido le tue considerazioni, aggiungerei: ma i contenuti dei media non saranno anche loro in parte dipendenti dal 'mercato' dell'informazione? Cioè pubblico quello che la gente vuole 'sapere'?

Paolino ha detto...

Alle, è decisamente così. Mi chiedo però io se è davvero quello che la maggior parte della gente vuole "sapere" o se non è un semplice alibi. Insomma, se i media mandassero contenuti diversi e non di gossip, siamo sicuri che che il mercato risponderemme male? Io non lo so!

P.S.: sono tornato ora sul sito di Repubblica e noto che il titolo sugli incidenti è stato corretto con "roddappiati" a fronte dell'incremento del 100,6%!
Giuro che questa mattina recitava "triplicati".

spina ha detto...

Ciao,
ho scritto giusto la settimana scorsa sul mio blog qualcosa di molto simile. Secondo me non pubblicano quello che la gente vuole leggere.Il problema e' che non abbiamo scelta e quindi finiamo per leggere una serie di minchiate fino ad assuefarci e ad essere proprio noi ad aspettare con ansia la prossima cazzata. Quello che e' piu' grave e' che non vale solo per repubblica online (che tutto sommato e' un servizio gratuito), ma per tutti i mezzi di informazione che foraggiamo noi.

Ciao

luscia ha detto...

basta non leggere. se poi ci si astenesse anche dallo scrivere...

Mastro ha detto...

Sara' perche' non leggo molto le testate italiane, sara' perche vivo lontano dal suolo natio, sara' quel che sara', ma non ho idea di cosa tu stia parlando. Eluana, Garlasco ... niente. dal tuo blog mi pare di capire che Eluana sia una ragazza tenuta in vita dalle macchine, ma con il cervello irrimediabilmente danneggiato. E' una cosa triste. Io sono stato vicino ad una persona in quelle condizioni per meno di 6 mesi, andando all'ospedale dopo il lavoro, ogni giorno, anticamera rianimazione, gente che piange, tuta, copriscarpe, disinfezione, mascherine, cuffietta per i capelli, un ora di attesa, 10 minuti dentro, 8 letti, 8 persone, due parenti per persona, 16 parenti, ogni giorno un paio che arrivano ,un paio che se ne vanno, nuovi parenti, nuove lacrime, parole inutili dei dottori, parole inutili di noi li ad aspettare fuori. La persona che accudivo io e' morta, e' morta con i suoi 3 tubicini che gli uscivano dal cervello, i due per l'alimentazione che dalla bocca gli erano stati spostati direttamente nello stomaco, i tubicini per respirare, i tubicini delle flebo, i tubicini della linea centrale per i farmaci, i tubicini per espellere liquidi corporei di varia natura. E' morto con gli occhi aperti, come li aveva da sei mesi a quel giorno, ma avrebbe potuto rimanere in stato vegetativo per un tempo indeterminato, non migliorare intendiamoci, perche il sangue che fuoriesce nel liquor dopo un tempo relativamente breve danneggia i tessuti del cervello e le cellule muoiono e dalla morte non si torna. Ma il corpo puo' sopravvivere, si. Mi sono spesso domandato se sia possibile trovare una tecnica per "resuscitare" un cadavere: prenderlo ancora fresco, un cadavere di giornata (mi viene in mente Marty Feldman) scaldarlo, attaccarlo alla cuore-polmoni, inserire sangue nuovo, un sondino per l'alimentazione, qualche tubo per i rifiuti organici, et voila! riportarlo a casa! per la gioia di amici e parenti che invece della foto possono avere proprio lui in carne ed ossa (risparmiando anche sull'affitto dal loculo al cimitero). Io credo che la scienza un modo lo potrebbe trovare e magari se la chiesa finanzia questa ricerca, un giorno potremo avere questa meravigliosa possibilita'. D'altronde non hanno forse dimostrato di poter far nascere e crescere un essere umano privo di cervello, da usare come deposito d'organi per salvare vite di persone altrimenti condannate?
Non so chi sia Eluana, e per non far torto a nessuno non me ne frega un.. niente. Ma che la vita possa diventare un vero schifo non lo posso certo negare e se a qualcuno serve vedere scritte da qualche parte le vicende di queste persone per poter rivalutare la propria inutile esistenza, beh, boh, sai che ti dico? a me sta pure bene.
Ossequi e complimenti per il blog.

Paolino ha detto...

Paolone, ho letto tutto d'un fiato il tuo commento!
Apre mille e più spunti.
Mi hai fatto venire in mente un romanzo di Stephen King (Pet Semetary), non so csa dire.
Io credo che a tutto ci debba essere un limite e credo soprattutto che la morte sia naturale e che non ci si debba giocare più di tanto. Prima o poi si deve morire. Meglio poi, s'intende, ma a tutto c'è una fine!
Per rivalutare una esistenza squallida basta guardarsi intorno e non chiacchierare giorni e giorni su una famiglia che è entrata nelle case di tutti suo malgrado. In questo caso, a mio parere, parlarne e giudicare non fa altro che accrescere lo squallore di una squallida vita (per restare nella tua metafora).
Grazie dei complimenti, grazie di leggermi e altrettanti complimenti!

LisciaBaby: ottima osservazione la tua. Un po' come dire "Che me ne frega dello schifo che c'è in giro? Basta non guardare!!" e aggiungo "E se poi non se ne parla nemmeno vedi che lo schifo, per magia, sparisce e tutto intorno a noi diventa bello e pulito!".
Ho interpretato bene? Con affetto!

luscia ha detto...

dicevo che è il caso di sintonizzarsi e/o trasmettere su frequenze più alte, caro paolino. la polemica sui media è persa in partenza: è chiaro che sono funzionali a un disegno di appiattimento/impoverimento culturale, e sono ormai lontani i tempi della televisione "divulgativa"... leggere e scrivere di garlasco o di eluana è solo una perdita di tempo. il tempo, che è il valore primo a cui dovremmo inchinarci. ma tu non lo avverti il ritmo vertiginoso al quale stiamo invecchiando?

Paolino ha detto...

Luscia,
io son sempre quello di 20 anni fa!!!
Giovane giovane e ancora giovane!
Strani solo alcuni peli bianchi nel pizzetto!!!

Vero ha detto...

Il commento di Mastro mi ha un po' atterrata; il dolore, anche quello degli altri, mi blocca lo stomaco.
Mi e' piu' semplice dire che concordo con tutte le risposte di Paolino.

sabot ha detto...

Che l'informazione tende a manipolarci e' palese. La domanda e': quanto siamo disposti a farci manipolare? Quanto ancora siamo in grado di ragionare con il nostro cervello e non farci imbottire di stronzate? Quanto siamo disposti ad esporci e a manifestare le nostre idee piuttosto che uniformarci ad un comodo piattume intellettuale?
In questo do ragione a Mastro: il caso Eluana ha avuto il merito di metterci di fronte a temi quali la vita e la morte che ci hanno costretto a ragionare e a prendere una posizione.
Il fatto che a me questo caso aveva colpito gia' anni fa mentre in Italia e' scoppiato solo recentemente e' un'altro. Il fatto che negli ultimi giorni non si faccia altro che parlare di stupri e' ancora un altro....

Paolino ha detto...

Piacere di fare la tua conoscenza Sabot.
Ci conosciamo?

Paolo.

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